ASSOCIAZIONE ARTISTI CREMONESI

7. Dal 1998 ad oggi. Verso il Duemila ed oltre

Il giro di boa del ventunesimo secolo è stato preceduto, contrassegnato e immediatamente seguito da una continuità intensa, prolifica ed attiva delle iniziative artistiche promosse dall'Associazione Artisti Cremonesi. La piccola galleria d‟arte di via Mauro Macchi diviene una fucina estremamente vitale di idee, di elaborazioni e rielaborazioni artistiche, di riflessioni e confronti sui generi, gli stili e i contenuti, di dibattiti sulle diverse istanze che ogni percorso di ricerca creativa faceva emergere e scaturire. Tra le rassegne organizzate nel 1999, è da segnalare, per il suo stretto legame con la cittadinanza cremonese, una esposizione “a otto mani” che presenta al pubblico una cospicua serie di ritratti di personaggi noti della nostra città, firmati da Graziano Bertoldi, Mario Coppetti, Giorgio Mori e Pierantonio Pedroni. Una galleria di volti conosciuti, interpretati secondo il particolare linguaggio espressivo e visti con gli occhi sensibili di ognuno, per raccontare figurativamente brani di storia cittadina attraverso alcuni suoi illustri protagonisti, che hanno operato in differenti ambiti della società e della cultura. Dal 23 maggio al 6 giugno dello stesso anno, inoltre, in collaborazione con l'AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), i membri dell'Associazione organizzano il primo Concorso Biennale Città di Cremona, aperto a tutte le tendenze artistiche, allo scopo di avvicinare il mondo dell'arte alle problematiche connesse alla disabilità. Torna, al chiudersi dell'anno 1999, la Rassegna di Natale che, giunta alla quarta edizione, inserisce un elemento di novità, nelle vesti di una suggestione tematica particolare che viene pertanto a sostituire la precedente totale libertà espressiva degli artisti, a dimostrazione di una linfa rigeneratrice che pervade il sodalizio, che allaccia una curiosa e piacevole collaborazione con gli Amici della Cucina Cremonese per dare vita ad un'esposizione in cui il piacere estetico dell'arte rivisita il gusto della buona tavola del nostro territorio. Un'indagine sui sapori e sui piatti tipici della nostra terra, valorizzati in quanto aspetto peculiare delle radici della cultura locale, di cui l'Associazione si era fatta portatrice a trecentosessanta gradi. L'ispirazione creativa si è messa, in quell'occasione, al servizio della memoria, scatenando la propria abilità nel tradurre in linguaggio pittorico e scultoreo un'esperienza sensoriale più ampia, nel solco di una tradizione plurisecolare che vede un connubio strettissimo tra arte e gastronomia, sprigionando la visione di una generosa abbondanza che fosse nutrimento per il corpo e per la mente. Nella successiva edizione di questa collettiva, la quinta, allestita nel finalmente giunto anno 2000, si intreccia un altro binomio, quello tra arte figurativa e musica, altra fondamentale risorsa della città di Cremona: nasce così la mostra “Musica Dipinta”. Due diverse forme di creatività artistica si fondono a veicolare messaggi espressivi creati dagli artisti del presente, che non si discostano ma proseguono idealmente nel tracciato della tradizione figurativa cremonese, che nel passato aveva già rappresentato in veste pittorica e scultorea l'affascinante mondo della musica, gli strumenti, gli spartiti, quasi rendendo magicamente percepibile il suono delle sette note. D'altra parte l'armonia, il ritmo, la composizione sono concetti condivisi dalle diverse discipline, sia quelle che dilettano la vista sia quelle che solleticano l'udito: ognuna di loro, facendo leva su un'esperienza sensoriale peculiare, suscita emozioni. La tematica musicale è affrontata dagli artisti che hanno esposto in qualità di rappresentazione della “natura in posa”, o di libera interpretazione, che travalica i confini della figurazione realistica per aprirsi al simbolo, all‟astrazione, all‟evocazione. Tra le mostre allestite nel 2001 si possono ricordare “Venexiana. Vivere, evocare, sognare Venezia”, in cui gli artisti hanno reinterpretato il fascino della città lagunare, con le sue acque e i suoi colori, ed una esposizione dedicata a Giuseppe Verdi, un omaggio al grande compositore nel centenario della scomparsa, curato dal compianto critico musicale Luciano Panena. I membri dell'Associazione che hanno esposto si sono cimentati con i personaggi, i brani musicali e le vicende narrative delle opere verdiane, così come con le vicissitudini biografiche del maestro, che aveva amato la nostra città non tanto da un punto di vista musicale quanto agricolo e commerciale.

Cremona, 1 dicembre 2001. Inaugurazione della Sesta Rassegna di Natale, allietata dalle note di alcuni giovanissimi musicisti (foto Mino Galliani)

La sesta Rassegna di Natale, sempre nel 2001, è stata accompagnata dal titolo “Terre, acque nostre”, celebrando il mondo della natura cremonese, l'ambiente in cui era nata la “gente della Bassa”, con le sue nebbie, il suo fiume, gli orizzonti infiniti, i campi coltivati, i colori bruciati dalla calura estiva o smorzati dall'atmosfera offuscata dell‟inverno. Visioni di paesaggi che riflettono le emozioni che li hanno suscitati. La settima edizione della medesima Rassegna, allestita tra il dicembre 2003 ed il gennaio 2004, è invece tornata ad essere a tema libero, dispiegando in tal modo una gamma molto più ampia e variegata di esperienze figurative, sia dal punto di vista tecnico – com'è consuetudine, viste le diverse formazioni e i differenti percorsi artistici dei soci – sia, soprattutto, dal punto di vista dei contenuti, con esiti appunto molteplici e diversificati. In quell'occasione, il presidente allora in carica, Ferruccio Monterosso, ha segnalato il disagio sempre più consistente in cui versavano l‟arte e gli artisti in un contesto in cui gli interessi di ordine consumistico, all'interno di una società pragmatica ed edonista, tendevano sempre di più a prevalere. Ha inoltre suggerito la necessità di allargare la sfera delle proposte culturali dell'Associazione, al di là delle mostre, fermo restando la loro basilare rilevanza. Fino alla metà del primo decennio di questo nuovo secolo, l'Associazione è infatti rimasta presente nel panorama culturale cittadino come realtà trainante e desiderosa di rappresentare Cremona come città attiva e vivace. L'elenco delle esposizioni inaugurate e delle iniziative promosse non si esaurisce: “Sant'Antonio Maria Zaccaria nel quinto centenario della nascita”,”La libertà nel terzo millennio”, “Il Novecento”, “Omaggio a Dante Alighieri”, “Martirologium”, “Fermata del bus…”, solo per citarne alcune. Poi, sopraggiunti alcuni problemi, l‟Associazione abbandona la sede di via Mauro Macchi. La mostra “Risorgere”, ospitata nella suggestiva ambientazione della chiesa di S.Girolamo dal 19 marzo al 10 aprile 2005 ed incentrata sul tema della rinascita, visto sia in chiave religiosa (come Resurrezione) che immanente (come rifioritura, come nuova vitalità), viene allestita con l'auspicio che il titolo possa avere un valore beneaugurante, e possa sancire la ripresa delle attività dell'Associazione, inaugurando una nuova stagione per l‟arte cremonese. Sfortunatamente, le criticità proseguono e nemmeno il tentativo di riunificare le due entità associative artistiche cittadine, l'Associazione Artisti Cremonesi e l0Associazione Artisti Pittori e Scultori, ventilata più volte nel corso del tempo e giunta nel 2006 ad un accordo verbale e ad una precisa dichiarazione d'intenti, riesce a compiersi andando effettivamente in porto, bensì naufraga infrangendosi contro l'antico scoglio della professionalità dell'artista come elemento dirimente. Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un periodo di stallo, di “dormienza”,in cui l'Associazione Artisti Cremonesi non ha cessato di esistere grazie alla presenza di un numero minimo di soci nelle persone di Graziano Bertoldi, Agostino Ghilardi ed Eugenia Nervi, rimasti in carica con il presidente Ferruccio Monterosso a svolgere un ruolo di rappresentanza del sodalizio, ma di fatto non è più stata operante. All'inizio del 2009 è stato quindi attivato un percorso di rifondazione, con lo studio di un nuovo Statuto, di nuove modalità di regolamentazione delle iscrizioni e di nuove opportunità di presenza e di attività nel territorio, sotto la guida di Agostino Melega in qualità di presidente. Dopo le dimissioni del presidente, ratificate nel luglio dello stesso anno, la carica è stata offerta a Laura Carlino, che oggi guida l'Associazione con una nuova veste statutaria e con questa mostra che vuole sancire definitivamente la rinascita del sodalizio, prospettando un futuro per l'arte cremonese. Perché, oggi come non mai, il divenire è un'urgenza molto sentita. La società odierna è tutta proiettata verso il futuro, si corre verso l' “oltre” con un ritmo accelerato e frenetico. Ed allora, perché il passato non venga dimenticato, perché l'arte possa ritagliarsi ancora un ruolo fattivo, facendo convergere su di sé le anime più sensibili e creative, e mantenendo la sua capacità portatrice di emozioni, valori e conoscenza, è necessario rivivere, ed aprirsi ad una nuova generazione di persone e di accadimenti. “La bellezza è verità, la verità è bellezza” diceva John Keats: consegniamo allora al tempo che verrà un'opportunità bella e vera.
Crediti Graphomedia - AlpiSol